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Intervento del Sindaco di Rogliano Giovanni Altomare in occasione dell’intitolazione toponomastica nel Comune di Acri all’Onorevole Pietro Buffone

 Il sindaco Altomare Rivolgo il saluto della Città di Rogliano, che mi onoro di rappresentare, e della sua comunità all’illustre Città di Acri e alla sua nobile comunità, carica di quel patriottismo eroico che il nome del giovane Giovambattista Falcone, martire della spedizione di Sapri nel 1857, sintetizza in tutta la sua essenza risorgimentale.

 

Intervento del Sindaco di Rogliano Giovanni Altomare

in occasione dell’ intitolazione toponomastica nel Comune di Acri all’Onorevole Pietro Buffone


RIVOLGO il saluto della Città di Rogliano, che mi onoro di rappresentare, e della sua comunità all’illustre Città di Acri e alla sua nobile comunità, carica di quel patriottismo eroico che il nome del giovane Giovambattista Falcone, martire della spedizione di Sapri nel 1857, sintetizza in tutta la sua essenza risorgimentale.


Al saluto si accompagna il ringraziamento di Rogliano per l’omaggio che, attraverso la intitolazione toponomastica, la municipalità acrese oggi intende rivolgere all’Onorevole Pietro Buffone, Sindaco storico del suo Comune per circa quaranta anni, deputato per cinque legislature, Sottosegretario di Stato alla Difesa dalla fine di giugno del 1972 al 13 marzo del 1974, nel secondo governo Andreotti e nel quarto governo Rumor, soprattutto uomo del popolo, politico onesto, esempio degno di essere rilanciato al mondo delle nuove generazioni, interprete fedele di una politica ben collegata con il territorio, quella politica di cui un po’ tutti, oggi, avvertiamo la necessità.

 

Particolarmente legato a questa Città, che egli elesse a sua seconda patria, il deputato Buffone ne ebbe larga messe di consensi a riscontro del suo intenso impegno pubblico, riassumibile in cifre nei 309 progetti di legge presentati e nei 248 interventi in aula, numeri invidiabili per buona parte dei parlamentari calabresi. Cifre che si traducono nella qualità di un’attività profusa a favore dei ceti meno protetti della società, a cominciare dai coltivatori diretti, categoria che egli mantenne come privilegiata nell’ambito del suo lavoro di politico, di dirigente di partito e di parlamentare.

 

La sua popolarità in questi nostri paesi dava il dovuto riscontro alla sua cultura popolarista, il più genuino filone del cattolicesimo democratico che ispirò la nascita della Democrazia Cristiana, partito della ricostruzione nazionale e della modernizzazione del Paese, partito che immise il Mezzogiorno e la Calabria all’interno dell’intervento straordinario che diede impulso alla mobilità sociale e, in qualche modo, alla realizzazione delle opere di prioritaria necessità di cui la nostra terra aveva bisogno.


A questo processo di ricostruzione e di rigenerazione, di miglioramento civile, sociale ed economico, Buffone diede il suo apprezzabile, riconosciuto contributo. Lo fece senza appiattirsi sui poteri più influenti del suo stesso partito. Piuttosto lo fece in modo critico, acquisendo ragioni storiche, che oggi ne elevano le intuizioni, come quella della sua opposizione solitaria al famigerato “pacchetto Colombo” - alla scellerata industrializzazione della Piana di Gioia Tauro, al colpevole abbandono dei sostegni all’agricoltura a vantaggio di una industria manifatturiera in declino, come quella siderurgica. Buffone fu il solo a prefigurare la modernizzazione della Calabria in un’ottica futuribile, nei fatti poi premiata dalle scelte più compatibili con le risorse endogene di questa nostra terra, quelle che oggi individuano i motivi di rilancio delle sorti calabresi, collegati con il turismo, con l’agricoltura, con l’ambiente. Saggio amministratore, applicò l’avvedutezza del buon padre di famiglia alle cose comunali. 

Negli ultimi anni della sua sindacatura, lo abbiamo visto fare la spesa al supermercato per la mensa scolastica e sincerarsi della bontà del cibo dispensato agli alunni delle scuole di Rogliano.


Popolarismo, buona amministrazione, disponibilità verso i più umili sono i caratteri di una politica che oggi vorremmo ritrovare sulla scena della nostra Repubblica e sulla ribalta dei nostri paesi. La sua Città gli è grata per tutto quello che egli ha rappresentato per la Calabria. All’indomani della sua dipartita, la precedente Amministrazione Comunale ha iniziato ad aprire l’iter per la intitolazione a lui della piazza principale della nostra Città, D.G.C .n° 5 del 23.01.2014. Avremmo potuto optare per la intestazione di una via tra le principali del centro urbano e avremmo accorciato i tempi. L’intitolazione della piazza grande e centrale di Rogliano, piazza San Domenico, incontra qualche decisiva frapposizione (normativa) dell’Istituto della Deputazione di Storia Patria della Calabria, che oppone il plurisecolare insediamento dei domenicani al cambio del toponimo da piazza San Domenico a piazza Pietro Buffone. Prima di una soluzione che considereremmo di ripiego, stiamo insistendo perché l’Istituto della Deputazione di Storia Patria della Calabria si convinca della bontà della nostra proposta, finalizzata a porre nella centralità storica di Rogliano la figura e le opere del suo Sindaco storico, Pietro Buffone. Ma oggi vogliamo esprimere la nostra più grande soddisfazione per l’omaggio che Acri intende tributare alla sua memoria. Lo fa per celebrare l’uomo e il politico, ma soprattutto per rilanciare un messaggio di bontà, di onestà e di capacità che tutti quanti riconosciamo a Pietro Buffone e che resta imperituro nel nostro animo ed in quello delle generazioni che verranno, un messaggio che si eleva verticalmente come vera stella polare, che orienta e che illumina tutti quanti noi dal cielo compreso tra Acri e Rogliano.


Grazie al Comune di Acri e agli acresi con tutto il nostro cuore roglianese.

 

 

 

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